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Benvenuti al sito del Patriziato di Losone

Presentazione

Il Patriziato 

Ha avuto origine dalle Vicinie, la prima forma di organizzazione delle comunità rurali, nate nel Medioevo e rimaste intatte fino alla nascita del Cantone Ticino (1803).

Vennero così istituiti i Comuni, ai quali furono affidati essenzialmente compiti di natura amministrativa. Dagli antichi organismi per la gestione delle proprietà comunitarie (boschi, alpi, cave...) derivarono invece i Patriziati.

La principale differenza rispetto al Comune è nella composizione della "cittadinanza"; mentre nel Comune hanno diritto di voto e di eleggibilità tutti cittadini svizzeri domiciliati nel suo comprensorio, nel Patriziato tali diritti appartengono, di regola, solo ai discendenti delle famiglie patrizie, anche se domiciliati altrove.

 

Alcuni dati

Composizione della popolazione patrizia di Losone (stato: 2014)

Totale dei cittadini patrizi: 946 (di cui 68 minorenni)
   
Cittadini con diritto di voto:  878     nel Comune: 446
fuori Comune: 432
       
Fuochi:  493 nel Comune: 263
fuori Comune: 130

 

Nomi delle famiglie patrizie

Famiglie patrizie da prima del 1995 con i relativi soprannomi

Albertini Bertòcc, Cànua, Patipp, Schizz
Ambrosini Bésénta, Consigliéér, Fiaschitt, Foitt, Mèra, Pizzurà, Tona o Tuna, Tonascitt, Sctopa, Za
Angeloni Batacc, Fèèr, Pedoi, Pólta
Baldassari  
Bertini Zucch
Bianda Bacch, Bagèla, Bajetô, Burghisa o Pedoi, Ciribucol, Jacomoj, Mazza o Mazzitt, Melchise, Mèu, Padèll, Picch, Ranzéta, Scarpéta, Vairora
Braguglia Térésina, Za
Broggini Böscer, Canzéléé, Ghighi, Lissandritt, Pedrói, Péntol, Carestia
Brogini Scigala
Camani Camanitt, Scpufer
Capra  
Conti Falda
Cortella Scé
Daghini  
Fornera Frutili, Gioachitt, Linôsa, Marlè, Rètt o Ratitt, Saéta, Scénvèi, Ucenói, Vérdèès, Zépa
Giroldi Dova, Rara, Verdachia, Paol
Grassi  
Jelmolini  
Lorenzetti Budéé, Longh o Lunghitt, Marègna, Michelitt, Sciabéchi, Sctiven, Trè-Trè
Modini Moditt
Oroni  
Pinoja  
Tonaccia Scquéll, Massimilièn

 

Nuove famiglie entrate con la nuova LOP dal 01.01.1995:

Basso, Bellini, Bernasconi, Citterio, Daghini, Decarli, Delbue, Delea, Filippi, Follini, Franzosi, Ghirardelli, Janetto, Jardini, Invernizzi, Lupatini, Lurati, Maggi, Meoli, Pawlowski, Pigazzini, Pisoni, Salvan, Sasselli, Trapletti, Servalli, Spadetti, Spigaglia, Tiraboschi, Turuani, Zenoni.

 

Famiglia estinte:

Ambrosetti, Baldassari, Baldossi, Martinoli, Masera, Massera, Mattea, Petrolli, Rantoni, Rigalli, Rossi, Spigaglia, Zanoni.

 

Elenco del Presidenti e dei Segretari del Patriziato dal 1872 ad oggi

Presidenti

Segretari

1872 Carl’Antonio Camani 1872 Geremia Angeloni
1875 Mateo Marco Fornera    
1875 Alessandro Broggini    
1878 Isaia Camani 1878 Alessandro Broggini
1892 Giuseppe Angeloni    
1893 Alessandro Broggini 1893 Massimiliano Tonaccia
1901 Giacomo Fornera 1901 Francesco Broggini fu Pietro
1901 Dionigi Broggini 1903 Argento Bertini
1925 Francesco Ambrosini 1925 Argento Bianda
1926 Batista Angeloni 1927 Filippo Fornera
1929 Pietro E. Ambrosini    
1929 Salvatore Pinoja    
1937 Aurelio Camani 1939 Pio Bianda
1941 Eugenio Bianda    
1950 Pietro Ambrosini    
1973 Elvezio Lorenzetti 1973 Virgilio Bianda
1988 Virgilio Conti    
2009 Carlo Ambrosini 2011 Piero Salvan

 

I rapporti con il Comune

Alcune opere sono state realizzate con la collaborazione del Comune a testimonianza di come l’accordo tra i due enti sia sempre stato eccellente, almeno a livello di Municipio e Ufficio patriziale. È tradizione che ogni anno gli esecutivi di Parrocchia, Municipio e Patriziato si trovino per una cena in comune per lo scambio degli auguri di Natale durante la quale, non di rado, nascono i primi abbozzi di idee per opere a favore del paese, che vengono poi concretizzate in altri incontri.

Il Patriziato essendo proprietario di gran parte delle aree comunali si è sempre premurato di mettere a disposizione delle necessità dell’Ente pubblico le superfici necessarie per scuole, campi sportivi, allargamenti stradali e si è pure adoperato per portare nel Comune istituzioni, per esempio la Scuola media Losone 1, che altrimenti sarebbero emigrate verso altre località.

Gli amministratori che sin qui si sono alternati alla conduzione del Patriziato lo hanno fatto animati unicamente da genuino spirito di servizio.


Il Sigillo

 

Stemma Patriziato di Losone

 

È stato ideato nell’anno 1995 dall'allora presidente Virgilio Conti perché sul vecchio timbro era raffigurata unicamente la bandiera svizzera senza particolari riferimenti al nostro ente.

Il nuovo si riferisce al paese di Losone che è composto da quattro frazioni, tre delle quali sono situate al piano - San Lorenzo, San Rocco, San Giorgio - mentre la frazione di Arcegno è situata in collina.

Nell’iconografia sacra san Lorenzo è raffigurato con la grata sulla quale venne bruciato; San Rocco viene indicato con il bastone del pellegrino e il cane con la pagnotta in bocca; San Giorgio viene dipinto come un cavaliere romano a cavallo che con la lancia sconfigge il drago e Sant’Antonio Abate porta il pastorale a chiocciola.

Per esigenze grafiche i quattro simboli sono stati stilizzati e della lancia di San Giorgio viene indicata soltanto la punta.

Per quanto concerne il colore delle campiture abbiamo:

 

il rosso
simbolo dell’amore per San Lorenzo;
il giallo oro
simbolo della carità per San Rocco;
il blu
simbolo della fede per San Giorgio;
il verde
simbolo della speranza per Sant’Antonio.

 

Il fondo è di colore giallo scuro pallido e le campiture sono separate da cordoni colore argento vecchio.

La realizzazione finale è opera del grafico Lorenzo Conti, figlio di Pier-Giorgio Conti fratello del già presidente Virgilio.

La Bandiera è stata tessuta dalle Suore benedettine di Orselina.


Il territorio

 

Carta toponomastica di Losone 1:5000 - Ezio Bianda - 1992Carta toponomastica di Losone

 

Le proprietà patriziali nel ComuneProprietà patriziali

(…)

«Amplissimo è il territorio losonese. A mattina e mezzodì confina con Ascona, a sera col territorio di Golino, Intragna e Verscio, a nessun’ora col Comune maggiore di Pedemonte, con quello di Tegna e con Solduno», così don Siro Borrani nella parte introduttiva dei suoi Appunti di storia losonese  descriveva nel 1912 il territorio del Comune.

L’intero territorio losonese può essere dapprima diviso in due parti: la prima, più popolata, è costituita dal Basso Losone sviluppatasi partendo dai tre nuclei (con le rispettive chiese) di San Lorenzo, San Rocco o Montericco e San Giorgio, l’altra è costituita dalla frazione montana di Arcegno e dalla montagna che la sovrasta. Non è un caso che le tre frazioni del Basso Losone si trovino in posizione sopraelevata (a ridosso della collina su cui poggia Arcegno) rispetto ai fiumi, i quali nel passato causarono infatti numerose inondazioni della parte inferiore del territorio.

Losone si trova appunto sulla sponda destra della Maggia e della Melezza (sul suo territorio vi è la confluenza fra i due corsi d’acqua) e dispone quindi di due zone pianeggianti relativamente vaste ai margini di questi fiumi: si tratta, rispettivamente, dei Saleggi e delle Gerre. Al margine orientale di queste ultime, al confine con Golino, si trova poi la zona dello Zandone. In prossimità, ma in posizione sopraelevata rispetto alle Gerre ed allo Zandone, vi è il Piano d’Arbigo che si protende dal margine settentrionale della frazione di San Giorgio fino, appunto, allo Zandone.

Arcegno è separato da Losone da una collina boschiva e si trova adagiato su di una conca della stessa. Sopra ad Arcegno vi è poi ancora una vasta estensione di boschi castanili e di latifoglie e diversi monti, mentre non esistono in territorio losonese veri e propri alpi.
Anticamente Losone possedeva diritti di pascolo a Bosco Gurin (XIII secolo), mentre incerta è la presenza sotto la giurisdizione della Vicinanza losonese della località di Biegno (XVI secolo), in Valle Veddasca (oggi territorio italiano): don Borrani scrive a tal proposito che «(…) pare appartenesse in qualche modo a Losone anche la terra di Biegno in Valle Veddasca»; lo storico losonese Romano Broggini, per contro, è molto più scettico a tal riguardo ed oltre a segnalare l’incerta attribuzione del toponimo («v’è anche un Bieno sopra Trobaso (Intra) e talvolta è scritto
Bregno (Blenio) anche nei nostri documenti») ipotizza «che la “libera circolazione” nella pieve sia confermata e che si trasformi in “vicinatico” con la prolungata permanenza ed il possesso fondiario in un determinato “luogo” (a Losone gli Orelli insegnano»). In altre parole, il fatto che persone originarie di Biegno fossero vicine della Comunità di Losone, non significa automaticamente che tale località fosse sotto giurisdizione losonese.

Diverso è il discorso per Vosa, o probabilmente meglio «delle Vose», piccola enclave sui monti sopra Intragna. Questa porzione di territorio era parte integrante della Vicinia losonese già nel Cinquecento e lo fu ufficialmente fino al 1807, anno in cui si staccò definitivamente da Losone.

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